Liceo De Ruggieri, al via i lavori per la nuova sede

Posa della prima pietra nuovo liceo De Ruggieri (foto Debora Piccolo)

Posa della prima pietra del nuovo liceo (foto de.picc.)

Con la simbolica posa della prima pietra benedetta dal vescovo Pietro Maria Fragnelli sono iniziati oggi i lavori per la costruzione della nuova sede del liceo “De Ruggieri”.
«Si tratta di un momento storico per la comuni tà dei giovani massafresi – ha affermato il preside dell’Istituto Stefano Milda – atteso da oltre 15 anni.
È giusto che un liceo che annovera 900 alunni abbia una sede degna dove poter svolgere le proprie attività didattiche e poter stare bene tutti insieme. Ringrazio l’Amministrazione provinciale per essere riuscita a superare tutti gli ostacoli presentatisi in questi anni». Citando il profeta Isaia, il preside Milda ha concluso dicendo che la scuola eserciterà una vigilanza costruttiva e partecipativa, come le “sentinelle del mattino” poste sulle mura di Gerusalemme, affinché i lavori proseguano senza soste, senza intoppi, senza che nessuno “prenda mai riposo”.
6milioni e 400mila euro, il costo dell’opera progettata dall’ingegnere Franco D’Accavio e dall’architetto Cosimo Rubino; 730 giorni per portarla a compimento.
La consegna dei lavori, appaltati alla ditta Ponteggi Brindisi, è prevista per gennaio 2011. Nella fase di progettazione, seguita dalla Provincia di Taranto, particolare attenzione è stata riservata al tema della sicurezza.
La nuova scuola, che sorgerà su una superficie di circa 11mila metri quadri, nei pressi del Palazzetto dello sport, infatti, sarà un edifico di moderna concezione: la struttura, in cemento armato, seguirà criteri di costruzione antisismica e sarà dotata, inoltre, di impianti a risparmio energetico. All’interno venti aule per l’attività didattica, biblioteca, laboratori linguistici e scientifici, palestra, auditorium e campo sportivo.
«È un salto di qualità nell’offerta formativa – ha dichiarato il presidente della Provincia, Gianni Florido – che vuol dire poter studiare bene ed in un posto più accogliente.
La qualità dell’ambiente non è un problema residuale; attraverso gli spazi adeguati i giovani devono potersi sentire come in un campus. La Provincia – ha ricordato Florido – per la manutenzione dell’edilizia scolastica ha speso 30milioni di euro. In questi anni si è pensato a costruire il nuovo liceo a Mottola, adesso è la volta di Massafra e seguiranno, subito dopo, gli interventi a Laterza e a Grottaglie».
In rappresentanza del Provveditorato agli Studi di Taranto, Gennaro Esposito ha espresso «un plauso alle amministrazioni che si adoperano, affinché la scuola possa godere di infrastrutture adeguate».
Nel suo intervento il sindaco di Massafra, Martino Tamburrano, ha tenuto a precisare che «Massafra è uno dei pochi Comuni che ha avuto la possibilità di avere questa infrastruttura grazie a scelte fatte anni fa. Posare la prima pietra di un’opera come questa può creare ulteriore sviluppo». Tuttavia, non è mancata la vena polemica da parte del primo cittadino che ha generato il confronto politico. «Vedere qui esponenti di partito che nulla hanno a che vedere con questa inaugurazione – ha detto Tamburrano – mi fa pensare ad una parata elettorale. Mi auguro che quest’opera appartenga al lavoro di tanti e di tutti». Secca la replica dell’assessore provinciale ai Lavori pubblici Costanzo Carrieri. «L’intervento del sindaco di Massafra – ha evidenziato – credo sia una caduta di stile. Parliamo di un obbiettivo che faceva parte del nostro programma e che oggi portiamo a termine. È questa la cosa che ci interessa di più. La nostra è la politica dei fatti. Abbiamo lavorato sodo per portare il liceo a Massafra e oggi mettiamo la prima pietra. I lavori sono stati consegnati e quindi, finalmente, dopo vent’anni di chiacchiere Massafra avrà la sua scuola».

Spenti i riflettori sulla posa della prima pietra del nuovo liceo, il confronto politico continua a tenere banco anche a distanza. Critici i giovani del Circolo della libertà sull’operato dell’amministrazione provinciale, accusata di propaganda elettorale.
Dopo cinque anni di “latitanza politica” il presidente Florido – si legge in un comunicato stampa – torna nella nostra città, proprio a pochi mesi dalle prossime elezioni per il rinnovo della giunta e del consiglio provinciale. Sarà pura coincidenza? Speriamo veramente di sì, altrimenti sarà l’ennesima passerella elettorale per chi è solo in cerca di recuperare la credibilità persa in questi anni di amministrazione, giovandosi di un’opera che certamente non è frutto dell’attuale giunta provinciale”. “Il progetto, che rappresenta per gli studenti della città di Massafra un’opera tanto attesa e desiderata, ha radici più lontane – proseguono i berlusconiani -.
Proprio per far chiarezza su questo, i giovani del Circolo della Libertà di Massafra intervengono su una questione, quella del nuovo liceo, iniziata negli anni ‘90″.  “È pur vero- dicono – che finalmente finisce un lunga attesa e che generazioni di studenti hanno sognato e lottato per rivendicare il diritto allo studio anche attraverso la creazione di strutture idonee, ma bisogna anche ricordare che il Liceo Scientifico è un opera che fu fortemente voluta dall’allora giunta provinciale targata Domenico Rana, nella quale il sindaco Martino Tamburrano ricopriva il ruolo di vicepresidente.
Inoltre, bisogna tener conto che è trascorso oltre un decennio dalla prima progettazione e nessuno si è mai posto il problema del numero di alunni iscritti, che, per il liceo di Massafra, è notevolmente aumentato. Basti pensare che il Liceo Scientifico conta attualmente oltre 30 classi di studenti, mentre l’attuale progetto prevede una capienza massima di 20 classi. Resterà, quindi, irrisolto il problema inerente il numero delle aule, che costringerà molti alunni a utilizzare il vecchio plesso in via Carducci. Sarebbe stato utile rivedere il progetto esecutivo ed adeguarlo alle attuali esigenze scolastiche”.
“Pertanto – incalzano nella nota stampa –invitiamo il presidente Florido a fare meno campagna elettorale e a preoccuparsi delle questioni relative all’edilizia scolastica della nostra città, visto che si spendono fior di quattrini per ristrutturare un edificio utilizzato da poche decine di studenti come l’Istituto Agrario “Mondelli”, a scapito di scuole con una corposa popolazione scolastica come l’Istituto Industriale “Amaldi” e l’Istituto d’Arte “Calò”, i cui alunni sono costretti a svolgere le attività scolastiche in angusti garage o in sedi provvisorie”.

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