E il Convento degli Antoniani diventa la Casa della Cultura

 Un momento della conferenza stampa (foto Luigi Serio)

Un momento della conferenza stampa (foto Luigi Serio)

È un sogno che coltivo sin da quando ero ragazzo e che oggi, finalmente, vedo realizzato“.
Così, il sindaco Martino Tamburrano ha esordito in apertura dell’incontro cui hanno preso parte, oltre ai giornalisti, diversi uomini di cultura e dirigenti scolastici, voluto per illustrare i lavori di consolidamento e di ristrutturazione che hanno interessato lo storico Convento degli Antoniani.
L’edificio, dedicato a Nicola Lazzàro, “che da sindaco della città – si legge nella motivazione redatta da Tamburrano – istituì in questa sede, nel lontano 1952, la prima Scuola Media, alla quale dedicò la sua vita di educatore e di Preside”, è stato destinato dall’Amministrazione a centro culturale, meglio definito come Palazzo della Cultura.
Al prof. Cosimo Damiano Fonseca, Accademico dei Lincei, il primo cittadino ha affidato la direzione onoraria del Centro per il cui coordinamento lo stesso Fonseca ha nominato il prof. Pietro Dalena, preside della Facoltà di Beni Culturali dell’Università della Calabria, e il prof. Gregorio Andria, preside della II Facoltà di Ingegneria di Taranto.
“Dobbiamo fare di questa struttura – ha sottolineato Tamburrano – una fucina straordinaria di giovani; qui dobbiamo riunire le molteplici associazioni culturali cittadine, segno evidente di un nuovo fermento socio-culturale, fortemente voluto dalla mia Amministrazione “.
Il Palazzo della Cultura accoglierà l’istituenda Fondazione “Fonseca”, attraverso la quale l’Accademico dei Lincei donerà gran parte del proprio patrimonio librario, costituito da circa 40mila volumi.
L’istituzione di un Centro Studi di Storia locale e di un laboratorio per giovani artisti impegnati in ogni forma di espressione culturale, sono tra gli obiettivi in programma.
“Si tratta – ha sottolineato l’assessore alla Cultura Giandomenico Pilolli – di un’iniziativa che consentirà la crescita dei nostri giovani; oggi, ad attendere i nostri figli, c’è una scommessa che parla d’Europa, perciò, per vincere la sfida occorre una formazione adeguata”.
Sotto il profilo tecnico, l’assessore ai Lavori pubblici, Giuseppe Marraffa, ha illustrato i lavori eseguiti, in nove mesi, grazie ai finanziamenti intercettati con il Pis n.13 “Habitat Rupestre” Por Puglia 2000-2006, misura 2.1, il cui importo ammonta a 700mila euro. “Altri 700mila euro – ha annunciato Marraffa – sono già disponibili per il completamento del primo piano con pavimentazioni, intonaci, impianti e infissi. La consegna è prevista per il prossimo mese di ottobre”.
Al termine degli interventi, il prof. Fonseca ha donato al primo cittadino un volume di estrema rarità, contenente un saggio del 1686 dell’abate pistoiese Giovanni Battista Pacichelli e alcune lettere familiari, in una delle quali si parla del fabbricato del Convento massafrese.
L’edificio, che si affaccia sulla Gravina San Marco, anticamente occupava tutto il suolo su cui, nel 1841, furono costruiti il “nuovo” Palazzo di Città e quello per l’Ufficio del Registro (che poi ospitò la Scuola Media Manzoni). Il Convento aveva un ampio chiostro all’interno del quale si tenevano le adunanze del pubblico Parlamento, così come si evince da alcuni documenti del sei/settecento.

Così, il sindaco Martino Tamburrano ha esordito in apertura dell’incontro cui hanno preso parte, oltre ai giornalisti, diversi uomini di cultura e dirigenti scolastici, voluto per illustrare i lavori di consolidamento e di ristrutturazione che hanno interessato lo storico Convento degli Antoniani.
L’edificio, dedicato a Nicola Lazzàro, “che da sindaco della città – si legge nella motivazione redatta da Tamburrano – istituì in questa sede, nel lontano 1952, la prima Scuola Media, alla quale dedicò la sua vita di educatore e di Preside”, è stato destinato dall’Amministrazione a centro culturale, meglio definito come Palazzo della Cultura.
Al prof. Cosimo Damiano Fonseca, Accademico dei Lincei, il primo cittadino ha affidato la direzione onoraria del Centro per il cui coordinamento lo stesso Fonseca ha nominato il prof. Pietro Dalena, preside della Facoltà di Beni Culturali dell’Università della Calabria, e il prof. Gregorio Andria, preside della II Facoltà di Ingegneria di Taranto (Politecnico di Bari).
“Dobbiamo fare di questa struttura – ha sottolineato Tamburrano – una fucina straordinaria di giovani; qui dobbiamo riunire le molteplici associazioni culturali cittadine, segno evidente di un nuovo fermento socio-culturale, fortemente voluto dalla mia Amministrazione “. Il Palazzo della Cultura accoglierà l’istituenda Fondazione “Fonseca”, attraverso la quale l’Accademico dei Lincei donerà gran parte del proprio patrimonio librario, costituito da circa 40mila volumi.
L’istituzione di un Centro Studi di Storia locale e di un laboratorio per giovani artisti impegnati in ogni forma di espressione culturale, sono tra gli obiettivi in programma.
“Si tratta – ha sottolineato l’assessore alla Cultura Giandomenico Pilolli – di un’iniziativa che consentirà la crescita dei nostri giovani; oggi, ad attendere i nostri figli, c’è una scommessa che parla d’Europa, perciò, per vincere la sfida occorre una formazione adeguata”. Sotto il profilo tecnico, l’assessore ai Lavori pubblici, Giuseppe Marraffa, ha illustrato i lavori eseguiti, in nove mesi, grazie ai finanziamenti intercettati con il Pis n.13 “Habitat Rupestre” Por Puglia 2000-2006, misura 2.1, il cui importo ammonta a 700mila euro. “Altri 700mila euro – ha annunciato Marraffa – sono già disponibili per il completamento del primo piano con pavimentazioni, intonaci, impianti e infissi. La consegna è prevista per il prossimo mese di ottobre”.
Al termine degli interventi, il prof. Fonseca ha donato al primo cittadino un volume di estrema rarità, contenente un saggio del 1686 dell’abate pistoiese Giovanni Battista Pacichelli e alcune lettere familiari, in una delle quali si parla del fabbricato del Convento massafrese.
L’edificio, che si affaccia sulla Gravina San Marco, anticamente occupava tutto il suolo su cui, nel 1841, furono costruiti il “nuovo” Palazzo di Città e quello per l’Ufficio del Registro (che poi ospitò la Scuola Media Manzoni). Il Convento aveva un ampio chiostro all’interno del quale si tenevano le adunanze del pubblico Parlamento, così come si evince da alcuni documenti del sei/settecento.
La “Comunità degli Osservanti”, meglio conosciuta come degli “Antoniani”, ebbe vita fiorente. Il Convento fu soppresso nel 1807 e fu messo a disposizione del Comune, con le più varie destinazioni. Oltre a quella di scuola media, diveniva sede di Ufficio Postale e Ufficio Tecnico, Sezione Combattenti, Telegrafo, Ente Comunale Assistenza, edicola, deposito, archivio storico.
Debora Piccolo, La Gazzetta del Mezzogiorno
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