La città di Massafra raduna tutti i giovani della Diocesi

Sabato 16 aprile 2011, a Massafra, avrà luogo la Giornata Mondiale della Gioventù della Diocesi di Castellaneta.
I giovani dei paesi della Diocesi (Massafra, Palagiano, Mottola, Palagianello, Ginosa, Castellaneta, Laterza) dai 13 anni in su, sono chiamati dal Vescovo, monsignor Pietro Maria Fragnelli, a trascorrere un intero pomeriggio insieme.
L’evento, che si celebra in tutto il mondo il sabato precedente la Domenica delle Palme, in vista della XXVI Giornata Mondiale della Gioventù, in programma ad agosto a Madrid sul tema “Radicati e fondati in Cristo, saldi nella fede” (cfr Col 2,7), è organizzato dall’equipe diocesana della Pastorale Giovanile, presieduta da don Giuseppe Oliva e composta da rappresentanti dei sette paesi. Lo slogan dell’iniziativa “Da luoghi diversi … Un solo gregge, un solo pastore” vuole sottolineare il cammino che i giovani fanno nella diversità delle esperienze della loro vita. Una diversificazione che trova però l’unità nella Chiesa diocesana.
Il raduno è previsto alle ore 16, presso la parrocchia di San Leopoldo Mandic. I giovani cammineranno per le vie della città, dietro la Croce, e raggiungeranno il Santuario della Madonna della Scala. Nel piazzale superiore, a partire dalle ore 18.30, si vivrà un momento di comunione, caratterizzato da preghiere, canti, testimonianze, segni, balli e musica rock (concerto del gruppo “Agape”). Le conclusioni saranno affidate al Vescovo, che coglierà l’occasione per annunciare l’inizio dell’anno clariano (Santa Chiara, ottocento anni fa, il giorno delle Palme, a diciotto anni, cominciò la sua avventura speciale con San Francesco). La manifestazione interesserà diversi punti della città, che sarà interamente “invasa” dai giovani. Mentre i ragazzi cammineranno dietro la croce per le strade di Massafra, altri giovani dei gruppi ecclesiali saranno impegnati in luoghi differenti, promuovendo attività di animazione, annuncio e segno del loro essere nel mondo. Contemporaneamente, monsignor Fragnelli vivrà un momento di adorazione con le Clarisse presso il Monastero di Santa Chiara di Castellaneta. In preghiera saranno anche i seminaristi e i postulanti del Convento di San Francesco.
L’invito a partecipare è rivolto a «tutti i giovani, sia coloro che condividono la nostra fede in Gesù Cristo, sia quanti esitano, sono dubbiosi o non credono in Lui» (Messaggio del Santo Padre Benedetto XVI per la XXVI Giornata Mondiale della Gioventù 2011 – foto http://www.gmg2011.it).
«È un’occasione per incontrarci e farci gli auguri prima della Pasqua – scrive il Vescovo – un´occasione per sentirci membri di una stessa grande famiglia, che ci dà identità spirituale e morale e ci sostiene nelle difficoltà della vita familiare e sociale, scolastica e lavorativa».
Per maggiori informazioni: 3336815705.



IL BENE COMUNE AL CENTRO DI UN CONVEGNO PROMOSSO DAI CATTOLICI

Costruire le condizioni per perseguire il bene comune. Questo l’impegno dei cattolici contenuto nel documento programmatico conclusivo della Settimana sociale di Reggio Calabria, al centro di un convegno tenutosi, sabato scorso, nel Teatro comunale di Massafra, promosso dalla Rete per la promozione e la difesa del bene comune “Giuseppe Toniolo” dell’area occidentale della provincia ionica. L’incontro, coordinato da Aldo Dicanio, ha visto, tra gli altri, la partecipazione del vicario foraneo diocesano don Sario Chiarelli e del portavoce della Rete Vito Galante.
La relazione sul tema è stata affidata all’onorevole Domenico Amalfitano che ha partecipato ai lavori della fase preparatoria della 46ª Settimana sociale dal titolo “Cattolici nell’Italia di oggi. Un’agenda di speranza per il futuro del Paese”.
Quattro i nodi fondamentali che hanno caratterizzato l’evento reggino: la “Questione antropologica” cuore della questione sociale; la costituzione di “un’agenda di speranza per il Paese”, finalizzata al servizio del bene comune; “i giovani” e il loro impegno, poiché «il rinnovarsi delle sfide richiede nuove idee e nuove forze»;  “il Sud” con riferimento al “Progetto Policoro”, che vede realtà imprenditoriali e formative del Nord e del Sud cercare insieme le vie dell’intraprendere.
«A Reggio Calabria – scrive il segretario generale delle Settimane sociali Edoardo Patriarca nel messaggio ai promotori dell’iniziativa – abbiamo voluto inaugurare il “metodo agenda”, un laboratorio di discernimento che aiuti le comunità ad individuare alcune direzioni di lavoro per costruire più bene comune, così da riconquistare, anche tra noi, la passione per la partecipazione civile». Le Settimane sociali dei cattolici italiani nascono nel 1907 per iniziativa di Giuseppe Toniolo, autore del trattato di Economia sociale in risposta al pensiero marxista e liberale. E oggi, che valore hanno?
«Aiutano il mondo cattolico a pensare insieme – ha tenuto a precisare Vito Galante – offrono ai fedeli l’opportunità di porsi in una relazione positiva con la realtà, contribuiscono a ritrovare anche in seno alla comunità cattolica quei comuni valori attorno ai quali stringersi. Come Rete siamo chiamati a sollecitare le nostre comunità a raccogliere le sfide  delle Settimane sociali nel metodo e nei contenuti, creando opportunità sul modello del laboratorio».
Don Sario Chiarelli ha parlato di impegno civile come «ulteriore strada per la santità».
E ha aggiunto: «È importante che l’esperienza di Reggio Calabria venga recepita, approfondita e assimilata all’interno della nostra comunità, perché la responsabilità per il bene comune deve essere un impegno di tutti». Da qui il richiamo all’emergenza educativa che veda gli adulti maestri, e al bisogno di rilanciare lo studio della Dottrina sociale della Chiesa.
Tra gli appuntamenti imminenti della Rete c’è l’appello rivolto agli uomini e alle donne che nei comuni di Massafra, Laterza e Ginosa hanno fatto la scelta dell’impegno politico attraverso la partecipazione alla competizione elettorale.
«A loro – ha annunciato Dicanio, portavoce del laboratorio “Agenda di Speranza per la Città” – esterneremo vicinanza ed incoraggiamento mediante la consegna di un nostro messaggio e l’impegno ad essere prossimi nel servire il bene comune».
Perché, come ha più volte sottolineato l’onorevole Amalfitano, «il bene comune non si può non attuare se non facendo politica, che dovrebbe essere l’arte del bene comune, per cui occorre grande dimensione etica e grande capacità professionale che nella pratica si traduce con la scelta di persone trasparenti, oneste e competenti». L’esperienza di Reggio Calabria ha prodotto un documento programmatico, «un’agenda – ha evidenziato Amalfitano – di ciò che si deve fare con un’opzione molto forte su quello che oggi è l’impegno dei cattolici nel paese come costruzione delle possibilità di un bene comune, frutto dei principi non negoziabili, quali: i valori della vita, della pace, della persona, della giustizia. I cattolici – ha ribadito Amalfitano – sono chiamati ad una grande opera di discernimento finalizzata a mettere in atto un processo di rigenerazione della democrazia, del paese, delle istituzioni, dello sviluppo che, a 150 anni dall’Unità d’Italia, possa essere riconsiderato, in termini concreti, come un momento innovativo». Richiamando l’enciclica Caritas in Veritate di Benedetto XVI, Amalfitano ha parlato, inoltre, del nuovo concetto di economia lanciato dal Papa, ossia, della «capacità di organizzare la maturità e la fraternità».
È questa l’economia civile, una nuova cultura che possa realmente interessare la polis, la cultura della responsabilità, dell’idea che diventa proposta.
«Oggi – ha concluso Amalfitano – noi dobbiamo essere i generatori di un nuovo tipo di democrazia, quella che apre i consessi permanenti del confronto».
Dunque, «il cammino – ha ricordato Angelo Mendace, tra i soci fondatori della Rete – resta quello della responsabilità per il bene comune come quotidiano e costante impegno a trasformare il vivere sociale in città, a saper opporre alle ragioni dei soldi quella degli ideali e delle passioni, nella consapevolezza che anche oggi più che di maestri, il mondo abbia bisogno di testimoni credibili». Debora Piccolo


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