XIV Magna Grecia Awards, «Solo l’amore può piegare il male»

«L’Amore mi ha spiegato ogni cosa». Questo il manifesto del XIV Magna Grecia Awards, ispirato da una poesia, “l’Amore”, di Giovanni Paolo II.
L’evento, ideato da Fabio Salvatore, scrittore e regista pugliese, per valorizzare l’operato di uomini e donne nell’ambito delle diverse forme dell’arte e della comunicazione, in linea con i valori della Magna Grecia, culla di cultura e madre di civiltà, e promosso dall’Assessorato alla Gioventù del Comune di Massafra, retto da Raffaele Gentile, e sostenuto dalla Presidenza del Consiglio regionale, col patrocinio, tra gli altri, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e della Gioventù, è stato di grande rilevanza sociale. Significativa, al Teatro Spadaro, la presenza di personalità che vivono a contatto con chi sta ai margini della società.
Sul palcoscenico, dieci storie che hanno esaltato la bellezza di dieci anime. Riconoscimenti sono stati consegnati ad Alessandro Banfi (giornalista), Carolina Benvenga (attrice), Carlo Calcagni (Ufficiale Ruolo d’onore), don Fabio Pagnin (cappellano militare), Claudia Ruffo (attrice), Stefano Zurlo (giornalista). Menzioni Speciali a don Aniello Manganiello (ex parroco di Scampia), Barbara Benedettelli, (scrittrice), Giorgio Pasotti (attore). Premio all’Eccellenza “Franco Salvatore” a Chiara Amirante, fondatrice dell’associazione “Nuovi Orizzonti”.
Tutti personaggi che hanno fatto dell’amore verso il prossimo e della passione per l’uomo, per il lavoro e per la vita il proprio credo quotidiano.
Da vent’anni, Chiara Amirante, porta avanti la sua opera di pace e di amore in favore degli ultimi, degli emarginati, “in lei – si legge nella motivazione – sono incarnate le beatitudini evangeliche che diventano testimonianza quotidiana per la conversione dei cuori e il conforto delle anime sofferenti e smarrite”. «Questo premio – ha detto Amirante – è un’occasione per farmi portavoce del grido di aiuto di troppi giovani raccolto in questi anni, di tante lacrime che mi hanno trafitto il cuore. Ho voluto incontrare lo sterminato popolo della notte – ha spiegato – spinta dalla frase di Gesù: “Vi dico queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena”. E ho deciso di condividere la mia gioia con i giovani che vivevano nella morsa della tossicodipendenza, della prostituzione, dell’alcool, che mi dicevano: “Portaci via da qui”. Ecco l’idea di aprire una comunità dove accogliere questi fratelli della strada ed immetterli in un percorso di guarigione del cuore, basato sul Vangelo».
Intenso anche il cammino di don Aniello Manganiello, prete di frontiera, simbolo della lotta anticamorra, «coraggioso e determinato lungo il sentiero della giustizia e della Verità incarnata, di cui è apostolo e testimone», autore del libro “Gesù è più forte della camorra” scritto con Andrea Manzi, il cui ricavato viene destinato in beneficenza al Centro Don Guanella di Scampia e alle famiglie bisognose.
Un diario di 16 anni di lotta e misericordia, di storie di conversioni e riabilitazioni di uomini preda della malavita e della droga, come l’ex boss di Secondigliano Tonino Torre o Davide Cerullo, pusher del clan Di Lauro a soli 14 anni. Per citarne alcuni.
«Mi sono posto a questa gente – ha detto don Aniello – senza pregiudizi, spalancando il cuore e aprendo alla misericordia di Dio, annunciando e testimoniando che gli irrecuperabili non esistono e che la camorra si può sconfiggere. Gesù  – questo il messaggio racchiuso nel libro – è più forte della camorra  per potenza propria, perché con la sua morte e resurrezione ha vinto il male e la sofferenza. Ma diventa ancora più forte se gli uomini del nostro tempo sono disposti a non girarsi dall’altra parte di fronte alla malavita, ai soprusi e a prendere posizione, rischiando qualcosa della propria vita. Solo così, oggi, possiamo vincere».
Appassionanti incroci di trame profonde, pregne di fede robusta e di amore smisurato verso i deboli, raccontate da infaticabili testimoni del nostro tempo.
Debora Piccolo

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